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Agin Buryats
Storia, cultura e turismo
Informazioni storiche
Il vastissimo territorio che va dalla Mongolia alla Yakuzia e dal fiume Enisej al fiume Amur è patria di molti imperi nomadi. Qui si sono succeduti i Khunni, i Sianbi, i Turchi, gli Uiguri, i Kirghizi e i Mongoli. Secondo gli studiosi questi popoli erano predecessori dei Buriati e della loro influenza si trova la traccia nella lingua, nelle tradizioni, nella mitologia, nella religione e nella cultura degli abitanti delle steppe. Gradualmente lo stile di vita delle tribù delle steppe e delle foreste che vivevano lungo entrambi i lati del Bajkal si disperse sempre di più. Nel XVI secolo gli abitanti delle foreste formarono una comunità dalla quale prese vita la nazionalità buriata. Con il tempo i Buriati giunsero alla steppa di Aga e si stanziarono fino al Bajkal. Essi dovevano respingere in continuazione le incursioni da Sud.
Nel 1648 i Buriati dell’Aga presero la cittadinanza russa. Da questo momento iniziò un intenso popolamento della Regione da parte dei Russi, e in particolare dei Cosacchi delle truppe del Zabajkal’e. I militari non prendevano in considerazione i nuovi concittadini: si prendevano i beni, il bestiame, le terre migliori. Non potendo sopportare questi soprusi, i Buriati mandarono a Mosca una delegazione di rappresentanti di tutte le tribù. Il 10 marzo 1703 consegnarono a Pietro il Grande in persona una denuncia contro la prepotenza dei militari e dei funzionari. Il 22 marzo l’imperatore emanò un nuovo decreto: si trattava in pratica di un accordo che regolava i rapporti tra i Buriati e i Russi nel Zabajkal’e e ufficializzava il riconoscimento da parte dei Buriati dello Stato russo. Questo fu il primo documento ufficiale ad assegnare ai Buriati i loro territori nazionali.
Gli eventi della Rivoluzione portarono alla formazione della Repubblica Estremo-Orientale, all’interno della quale fu creata la Regione Autonoma Buriato-Mongola, della quale faceva parte l’ajmag (provincia) di Aga. In seguito la Regione fu trasformata in Repubblica Autonoma Socialista Sovietica Buriato-Mongola, e nel 1937 venne suddivisa in più territori: dagli ajmag di Aga e Ulan-Onon si formò il Distretto Nazionale Buriato-Mongolo di Aga.
Negli anni della collettivizzazione gli abitanti locali passarono dal nomadismo alla vita stazionaria.
Il 31 marzo 1992 il Distretto si separò dalla Regione di Čita e divenne un soggetto indipendente della Federazione Russa.
Nel nome attuale del Distretto sono compresi il nome della popolazione autoctona dei Buriati e il nome del centro del Distretto: il villaggio di Aginskoe.

  

Aspetti culturali
Dopo la caduta dell’URSS molti elementi del folclore nazionali andarono perduti, ma la popolazione si sta sforzando di mantenere e trasmettere alle nuove generazioni la propria cultura. A questo scopo ogni anno si tengono delle mostre di arte dilettantistica e di teatro. Nel prepararsi alle manifestazioni gli abitanti vengono a conoscenza dei concetti che erano alla base della vita degli antenati, della loro quotidianità, delle antiche tradizioni, ecc. Nelle occasioni solenni le persone sfilano in costumi nazionali e ornamenti tipici.
L’artigianato riveste un ruolo molto importante nella cultura buriata. Il territorio è famoso per i suoi manufatti forgiati in oro, argento e rame, per gli oggetti di uso quotidiano, per i gioielli femminili.
Nel Distretto si contano 46 club e 45 biblioteche pubbliche, un museo di etnografia regionale (Museo Cybikov), 13 musei pubblici, un complesso canoro e coreografico (“Amar Sajna”), 10 gruppi folcloristici, 5 teatri popolari, 7 scuole di musica, 2 scuole d’arte, 3 scuole artistiche, un cinema.
La Regione partecipa in modo attivo all’Assemblea Interparlamentare della Agin Buryats e dei distretti autonomi, e all’Associazione Buriata per lo sviluppo culturale, che è una struttura pubblica interregionale. Oltre i confini del Distretto si esibiscono con successo in vari concorsi i complessi di danza e canto “Bajar”, “Zallu nahan”, dei quali fanno parte anche il gruppo professionista “Amar Sajn”, i gruppi folcloristici “Tumen Žargalan” e “Rjabinuška”, e i gruppi canori e strumentali “Najdal”, “Zaugaa” e altri.
Sul territorio si contano 239 organizzazioni e assemblee nazionali. Nel Distretto si celebrano 6 grandi feste buddiste (Dujnchor, Gandan-Šunserme, Majdari, Lchabab-Dujsen, Zula e Saagalgan), si tengono grandi manifestazioni, mostre teatrali e il tradizionale Concorso Canoro Internazionale.
In virtù delle proprie tradizioni e stile di vita i Buriati prediligono i seguenti tipi di sport: la lotta, il tiro con l’arco e le corse ippiche.

  

Informazioni turistiche
Nella parte nord-occidentale del Distretto nel 1999 venne aperto il Parco Nazionale di Alchanaj, che ha un’estensione complessiva di 138.234 ettari, di cui 105.355 ettari di zona protetta. Si tratta dell’unico luogo della Russia in cui si è formato un sistema di monumenti del culto buddista, e rappresenta il quinto sacrario del Buddismo settentrionale. Qui giunse il Dalai Lama XIV Danzan Žamso e consacrò con la sua presenza Alchanaj, che da quel momento è considerato un luogo sacro. In onore della visita gli abitanti del Distretto di Aga eressero un monumento simbolico buddista.
Il Parco di Alchanaj è stato creato allo scopo di salvaguardare i beni naturalistici, gli oggetti di culto, la flora e la fauna, e di organizzare una struttura turistica per la visita dei luoghi sacri da parte dei pellegrini. Il territorio richiama un interesse crescente: di anno in anno aumenta il flusso di viaggiatori e credenti che vengono a visitare i luoghi sacri e a immergersi nelle acque dalle proprietà curative.
Al giorno d’oggi nel parco e nei suoi dintorni sono attivi degli itinerari turistici a carattere scientifico-conoscitivo. Nel complesso naturale si trovano 12 monumenti religiosi.
A un chilometro dal monumento dedicato al Dalai Lama XIV ci sono 53 edifici in pietra, costituiti da munchany e bajpury. I munchany sono delle pietre unite insieme in una forma ovale e coperti da calce bianca; i bajpury sono costruzioni disposte attorno ai munchany su 4 lati, realizzate in pietra grezza per le cerimonie rituali. L’architettura è in linea con la tradizione della chiesa buddista.
Nella Valle di Aršan (“sorgente curativa”) scorre il ruscello montano di Suchoe Ubžogoe, la cui acqua possiede un’alta concentrazione di microelementi, ha proprietà antisettiche ed è famosa per i suoi effetti curativi. Nel territorio della valle ci sono una centro di preghiera e chioschi per il ristoro realizzati in stile orientale. Nella zona si trova anche il complesso turistico “Dali-Alchanaj” con 23 campeggi e una capienza di più di 80 ospiti.
Sul lato destro della valle si erge la rupe Dimčig-Sume (in lingua buriata “sume” significa “tempio creato dalla natura”). Da una crepa della rupe sgorga un’acqua dalle proprietà curative. Da Dimčig-Sume dei sentieri in discesa conducono al complesso dei monumenti di culto, il più interessante dei quali è la Porta del Tempio (un’altura rupestre con un arco naturale, sotto il quale si trova un monumento buddista). Dalla porta il sentiero conduce alla Fessura dei Peccatori (una serie di frammenti di rupe che formano un passaggio di circa 3 metri; i pellegrini credono che, penetrando attraverso questa stretta fessura, l’uomo si purifichi dai propri peccati). Poco lontano si trova la Grotta del Ventre Materno (“Echin Umaj”): qui giungono le madri senza figli e chiedono al Signore della montagna un bambino.
La cima del monte Alchanaj è il punto più elevato del Distretto di Aga (1.663 m). si tratta di un vulcano del Paleolitico che nei secoli è stato ricoperto dalla taiga. Sulla cima della montagna i pellegrini eseguono il culto di “goroo” (giro intorno al sole).
Un altro monumento della storia e della cultura locale è il tempio buddista (dacan) di Aginskoe, costruito nel 1811 e consacrato nel 1816. Qui si trovava un’università buddista con 4 facoltà ed erano in funzione diverse tipografie dove si stampavano libri di teologia e testi didattici in lingua antico-mongola e tibetana. Negli anni Novanta del Novecento iniziò una rinascita del Buddismo e vennero ricostruiti circa 20 centri.
Ai piedi delle colline meridionali si sono conservate circa 3.000 tombe. La popolazione locale da tempi immemorabili adibisce a luoghi sacri e di preghiera le località poste in alto, come le cime dei monti (“obo”) Alchanaj, Barun-Undur, Bol’šoj Batur, Amitchaša, Sachjurta, Chan-Ula, Budalan, Adon-Čelon e altri.
Nel Sud del Distretto ci sono molti grandi laghi. Sul territorio si contano più di 40 sorgenti di acque minerali e due laghi con fanghi curativi.
Per ulteriori informazioni: Elenco degli alberghi